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Cose straordinarie

È dunque tutto inevitabile?

Irreversibile? Di una necessità ineluttabile?

Fa parte della natura dell’uomo contrapporsi fino alla rissa (verbale) e alla violenza?

Forse sì. Meglio arrendersi all’evidenza.

Migranti, grandi opere, reddito di cittadinanza. Destra, sinistra, cinque stelle, lega, pd, fi. Il Venezuela, Putin, Trump, l’Europa. I social, gli haters, i troll, i leoni da tastiera. I dibattiti urlati in televisione, i titoli sui giornali, l’uso delle parole sguaiate e offensive. Papa Francesco, Papa Benedetto, i tradizionalisti, le radici cristiane, i valori non negoziabili.

Dio stesso. E il Vangelo usato come corpo contundente.

Abbiamo gettato la maschera anche noi in Occidente? Ci liberiamo dell’ipocrisia, del politicamente corretto, possiamo finalmente sfogare la nostra vera natura finora compressa dentro un bozzolo di buonismo?

Sì, forse.

Forse è proprio così. Meglio farsene una ragione.

O forse no.

Una voce ci giunge da lontano. Da dentro. Una voce che illumina, scuote, provoca, nutre, giudica, accarezza, spinge, incoraggia. La voce del rabbì.

A voi che ascoltate io dico.

Ascoltiamo

Sì, Signore, ascoltiamo. Ci dobbiamo riprendere ancora dalle staffilate delle beatitudini. Dobbiamo ancora interiorizzarle ma ti ascoltiamo.

Me lo immagino, il Signore. Chiede ascolto. Poi sorride. Il guardo fissa la folla, ad uno ad uno. Guarda i poveri, gli affamati, gli scoraggiati, i perseguitati, noi. E sdrammatizza.

Se amate quelli che vi amano cosa fare di straordinario?

Giusto. Cavolo. Ovvio.

Il cristianesimo non è la fiera del buon senso, l’esaltazione del banale, dell’ovvio. Il cristiano non è un bravo ragazzo che vive fuori del tempo, un po’ tontolone e beota (anche se ci sono dei cristiani che si ostinano a pensarlo e, quel che è peggio, ad esserlo).

Insiste, il Signore.

Se uno ti odia, amalo.

Se uno ti maledice, benedicilo.

Se uno ti tratta male, prega per lui.

Solo così si interrompe la spirale della violenza. Solo così possiamo voltare pagina.

Tutti si aspettano un pugno se ti danno uno schiaffo. E vendetta truculenta. E la voce che alza il tono. Stupiscili, fai il contrario.

Direte: si è sempre fatto così, da sempre. L’uomo è malvagio e aggressivo. Vero, giusto.

E se scegliessimo di scrivere una storia diversa, finalmente?

Scelta consapevole

Non è un atteggiamento naif. Figuriamoci.

Richiede una forza enorme vivere da miti.

E farlo non significa essere degli idioti.

Sei tu che scegli di non reagire allo schiaffo. Gesù, durante il processo, alla guardia del tempio che lo schiaffeggia, chiede ragione della sua azione (Gv 18,22-23). Sei tu che scegli di porre dei gesti di fiducia, paradossali, destabilizzanti, sei tu che scegli di agire in maniera diversa.

Perché pensi che Gesù abbia ragione. E ti fidi.

Come Davide, fuggitivo, che, potendolo, non uccide re Saul che lo sta inseguendo. Ma gli dimostra che avrebbe potuto farlo, per invitarlo a desistere.

Con l’apostolo Paolo che parla dell’umano, Adamo, come vivente e di Gesù, nuovo Adamo, che dona la vita. Questa la scelta da fare: esistere o scegliere di far esistere. Vivere o dare la vita.

Una scelta controcorrente.

Altro che buonismo.

 Cose straordinarie

Voglio fare cose straordinarie, fuori dall’ordinario, che nessuno si aspetta.

Voglio osare un mondo nuovo a parte dal mio piccolo mondo interiore. E non attendere che siano gli altri a cambiare. Non adeguarmi alla mentalità di questo mondo. Osare.

Non perché mi sento un originale, ci mancherebbe. E so bene quanto costa, oggi, scegliere di prendere sul serio questa pagina, smettendo di anestetizzare il Vangelo.

Lo faccio perché imito il Dio misericordioso.

Che guarda con compassione all’animo umano fragile e ferito. E lo cambia amandolo.

Ci voglio almeno provare.

Non giudico chi non lo vuole fare, ci mancherebbe.

Voglio perdonare per essere perdonato.

Dare.

Quello che sono, con tutta l’abbondanza dei miei limiti, ma dare. Dare senza attendere un tornaconto, dare non perché idiota o sempliciotto o illuso. Dare perché imito Dio.

Aspettando da lui una misura traboccante.

Mi fido.

  • Verona 11/03 ore 20,45 Maestro, è bello per noi restare qui, Piazza Guglielmo, Pastrengo 
  • Vicenza 12/03 ore 20,30 La Chiesa secondo Gesù Chiesa di Rozzampia Thiene
  • Parma 13/03 ore 21 Convertirsi alla gioia Seminario di Bedonia
  • Arezzo 14/03 ore 21 Un lavoro come Dio comanda Via Roma, 1, San Giovanni in Valdarno
  • Verona 15/03 ore 20,30 Convertirsi alla gioia San Benedetto di Lugana Peschiera sul Garda
  • Mantova 16/03 ore 15 Dalla tentazione alla trasfigurazione Chiesa del Carmine, via Garibaldi, Canneto sull’Oglio
  • Monza 20/03 ore 21 Le nozze di Cana Oratorio, Via Foscolo 3
  • Trento 21/03 ore 20,30 Lo straniero nella Bibbia Via Venezia 47/E, Riva del Garda 
  • Rovigo 28/03 ore 20,30 Per una fede adulta e pensata San Martino di Venezze
  • Vicenza 29/03 ore 20,30 Ti benedico Padre Pza Giovanni XXIII, Valdagno 
  • Lugano 30/03 ore 14,30/17,00 Per essere discepoli Centro Trasfigurazione, Via Polar, Breganzona

  1. LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

    SETTIMA SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO

    Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso.

    Dal Vangelo secondo Luca
    Lc 6, 27-38

    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “A voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male. A chi ti percuote sulla guancia, offri anche l’altra; a chi ti strappa il mantello, non rifiutare neanche la tunica. Da’ a chiunque ti chiede, e a chi prende le cose tue, non richiederle indietro.
    E come volete gli uomini facciano a voi, così anche voi fate a loro.
    Se amate quelli che vi amano, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori amano quelli che li amano. E se fate del bene a coloro che fanno del bene a voi, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto. Amate invece i vostri nemici, fate del bene senza sperarne nulla, e la vostra ricompensa sarà grande e sarete figli dell’Altissimo, perché egli è benevolo verso gl’ingrati e i malvagi.
    Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso .
    Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio”.

    Parola del Signore

    Fonte: La Sacra Bibbia

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