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Le recensioni del mese

a cura di libreria filotea, aosta

Dissipare l'ombra di Caino. Appunti sulla nonviolenza
Antonio Bello
lameridiana, 2009, 4,50 euro

Più che dissipare l'ombra di Caino, dobbiamo accoglierla. Perchè ci talloni in termini critici. Perchè censuri le violenze quotidiane di cui siamo protagonisti. La sua non è un'ombra dalla quale ci dobbiamo liberare. Si dice: "non voglio neanche vedere l'ombra di te" quando uno ci sta sullo stomaco: dissipare l'ombra di Caino potrebbe significare "sotterrarla", proprio come lui ha fatto con Abele. Invece noi l'ombra di Caino non dobbiamo scrollarcela di dosso, ma dobbiamo accoglierla. Dio gli mette un segno, gli fa un tatuaggio particolare: "Chiunque t'ammazza, ricordati che la pagherà cara". E' una pagina splendida della preistoria sacra.
Dobbiamo accogliere l'ombra di Caino e dissipare, semmai, lo spirito di Caino che è in noi .

Al pozzo di Sichar. Appunti sulle alterità
Antonio Bello
lameridiana, 2009, 4,50 euro

Il rapporto con l'altro, con il diverso, con coloro cioè che non erano riducibili alla sua norma, il Signore l'ha sfuggito o l'ha cercato?
L'ha dribblato o l'ha provocato?
L'ha temuto o l'ha desiderato?
E quando è avvenuto il confronto con l'altro, Gesù ne ha rispettata l'identità o l'ha violentata?
Nelle sue relazioni umane con il diverso, prevale in Gesù il "riconoscimento dell'alterità" o la "smania dell'omologazione"?

Ai miei figli. Memorie di giorni passati
Pavel Florenskij
Oscar Mondadori, 10,00 euro

Avvertendo il presentimento della sua tragica fine (sarà internato nei gulag dell'estremo nord, e dopo qualche anno fucilato dalla dittatura staliniana), Florenskij racconta ai figli la sua vita, soprattutto l'infanzia e la giovinezza passate tra il Caucaso e il Mar Nero, dove si fece largo la sua inquieta e mirabolante ricerca sul senso della vita. Offerta per la prima volta ai lettori italiani, l'opera può essere letta come una versione contemporanea delle "Confessioni" di sant'Agostino.

Padre Pio. Miracoli e politica nell'Italia del Novecento
Sergio Luzzato
Einaudi tascabili, 2009, 13,50 euro

Fu il 20 settembre 1918, in uno sperduto convento del Gargano, che padre Pio da Pietrelcina vide iscriversi sul proprio corpo le cinque piaghe di Gesù. Non era un momento qualunque nella storia d'Italia. Alla carneficina della Grande Guerra si era aggiunta l'ecatombe dell'influenza spagnola. Perciò, il "crocifìsso vivo" venne investito da una smisurata offerta di preghiera e da un'accorata domanda di grazia. Ma suscitò anche una sorda diffidenza e un'aperta resistenza. La diffidenza dell'Italia laica, nell'infuocato clima politico del "biennio rosso". La resistenza del Vaticano, ostile alle forme più spinte di religiosità carismatica. Così, fin dagli anni Venti la storia di padre Pio si intrecciò strettamente con la storia della Chiesa e con la storia d'Italia. Denigrato dal frate-medico Agostino Gemelli, e quasi perseguitato dai presuli del Sant'Uffizio, il cappuccino con le stigmate trovò potenti difensori all'interno del Partito nazionale fascista. Seguirono decenni di vicende gravi e perfino rocambolesche, tra conversioni e ritorsioni, pellegrinaggi e sciacallaggi, congiure e abiure, finché l'avvento al soglio pontificio di Pio XII non permise il pieno dispiegarsi del culto garganico. Ma neppure allora la storia potè dirsi finita. Giovanni XXIII scatenò contro padre Pio un'ultima offensiva, prima che il papa polacco ne riconoscesse le virtù e lo elevasse agli altari.

Il viaggio di rabbi Petachiah di Ratisbona
La Giuntina, 2009, 15,00 euro

Per la prima volta tradotto in italiano (con in appendice l'originale ebraico), il resoconto che rabbi Petachiah di Ratisbona ci ha lasciato del viaggio che intraprese nel 1175 per raggiungere la Terra Santa ci offre uno scorcio della diaspora ebraica del Medioevo. Da una parte lo scenario europeo dove la vita degli ebrei, tra angustie e ristrettezze quotidiane, è percorsa da forti tensioni spirituali, soprattutto nel mondo ashkenazita a cui Petachiah appartiene, dall'altra il mondo degli ebrei orientali che sembrano vivere momenti più favorevoli, in un orizzonte culturale decisamente più ampio. La descrizione delle tappe del viaggio sono per rabbi Petachiah lo spunto per notazioni storico-religiose e di folclore. A volte i toni favolistici di alcuni episodi sembrano voler addolcire l'amarezza dell'esilio sempre presente come sfondo anche laddove le condizioni di vita sono migliori. Il lettore, fin dalle prime pagine, viene catturato dal racconto fino ad avere l'impressione di viaggiare insieme all'autore.

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