L’inizio del vangelo di Marco non finisce di stupirci.
Gesù ha iniziato il suo ministero guarendo un indemoniato nella sinagoga, per ricordare alla sua comunità, e a noi, che la prima conversione da fare è all’interno della Chiesa che, troppe volte, ha una visione “demoniaca” della fede, come di qualcosa che intercetta la vita quotidiana nella visione di un Dio venuto a rovinarci.
Gesù passa poi dalla sinagoga alla casa di Pietro, guarisce la suocera, perché la comunità è composta da persone guarite per servire, da peccatori perdonati. Poi dalla casa alla piazza, là dove Gesù incontra ogni povertà e la redime.
Qual è il segreto della forza interiore di Gesù? Come riesce a risanare senza farsi travolgere? Rubando tempo al sonno per restare da solo in preghiera in ascolto del Padre.
Il silenzio e l’interiorità sono essenziali per sopravvivere. Per trovare il coraggio di incontrare tutto quel dolore. Per liberare tutti quei demoni che uccidono.
Il silenzio e l’interiorità ci sono necessari per non cedere alla disperazione in questo tempo fragile e violento, in un futuro in certo in cui i tamburi di guerra, le mille crisi internazionali arrivano nelle nostre case lasciandoci senza parole e senza speranza. Perciò è essenziale il deserto.
Essenziale a Lui, il Signore. E a noi.
Pietro lo raggiunge, irritato, tutti ti cercano!
Come a dire: fatti trovare! Cosa fai qui. perditempo?
Sciocco che sei, Pietro!
Sciocchi noi quando pensiamo di dettare l’agenda a Dio. Di possederlo. Di orientarlo.
No, Gesù non tornerà a Cafarnao. Non vuole installarsi. Non vuole appartenere a qualcuno.
Non ha dove posare il capo il Figlio dell’uomo.
Andrà per i villaggi. O così vorrebbe. Ma qualcosa urge. […]
Commento al Vangelo del 11 Febbraio 2024
Sesta domenica durante l’anno
Lv 13, 1-2,44-46/ 1Cor 10,31-11,1/ Mc 1,40-45
Lo voglio
L’inizio del vangelo di Marco non finisce di stupirci.
Gesù ha iniziato il suo ministero guarendo un indemoniato nella sinagoga, per ricordare alla sua comunità, e a noi, che la prima conversione da fare è all’interno della Chiesa che, troppe volte, ha una visione “demoniaca” della fede, come di qualcosa che intercetta la vita quotidiana nella visione di un Dio venuto a rovinarci.
Gesù passa poi dalla sinagoga alla casa di Pietro, guarisce la suocera, perché la comunità è composta da persone guarite per servire, da peccatori perdonati. Poi dalla casa alla piazza, là dove Gesù incontra ogni povertà e la redime.
Qual è il segreto della forza interiore di Gesù? Come riesce a risanare senza farsi travolgere? Rubando tempo al sonno per restare da solo in preghiera in ascolto del Padre.
Il silenzio e l’interiorità sono essenziali per sopravvivere. Per trovare il coraggio di incontrare tutto quel dolore. Per liberare tutti quei demoni che uccidono.
Il silenzio e l’interiorità ci sono necessari per non cedere alla disperazione in questo tempo fragile e violento, in un futuro in certo in cui i tamburi di guerra, le mille crisi internazionali arrivano nelle nostre case lasciandoci senza parole e senza speranza. Perciò è essenziale il deserto.
Essenziale a Lui, il Signore. E a noi.
Pietro lo raggiunge, irritato, tutti ti cercano!
Come a dire: fatti trovare! Cosa fai qui. perditempo?
Sciocco che sei, Pietro!
Sciocchi noi quando pensiamo di dettare l’agenda a Dio. Di possederlo. Di orientarlo.
No, Gesù non tornerà a Cafarnao. Non vuole installarsi. Non vuole appartenere a qualcuno.
Non ha dove posare il capo il Figlio dell’uomo.
Andrà per i villaggi. O così vorrebbe. Ma qualcosa urge. […]
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