Prima domenica di avvento, anno di Matteo

Is 2,1-5/ Rm 13,11-14/ Mt 24,37-44

Appuntamenti 

Arriva il diluvio, e facciamo finta di niente.

Oppure è già arrivato, l’acqua ci arriva alle ginocchia, e speriamo che smetta di piovere.

O saliamo su un gradino facendo finta di niente.

Arriva il diluvio e pensiamo di non esserne coinvolti, la colpa è degli altri, e poi cosa mai potrei fare? Meglio trovarsi un rifugio protetto, arrampicarsi su un albero, che so.

Arriva il diluvio.

Diluvio di parole grevi, di rabbia, di contrapposizioni, di sospetti, di ignoranza, di frasi gridate, di disinteresse, di disonestà, di narcisismo. 

Arriva il diluvio.

E possiamo continuare a non vedere, a mangiare e bere, a flirtare, a figliare, come ai tempi di Noè.

Guardando con commiserazione qualche esaltato che si costruisce una gigantesca arca per galleggiare a trovare una terra nuova. E immaginare che ci sia qualche interesse nascosto. Qualche affare losco e putrescente.

Arriva il diluvio e possiamo fingere. E scomparire.

Oppure. Essere consapevoli del momento, come scrive Paolo.

Oppure fermarci a riflettere. Oppure alzare lo sguardo. Oppure trovare una soluzione.

Oppure fare delle scelte. Oppure dedicarsi qualche tempo per fare spazio, per accogliere una Parola che giunge da lontano e porta lontano. Per accogliere un vagito.

Per osare Dio. Ancora. Qui, ora.

Benvenuti in Avvento. […]

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