1. Lettura del Vangelo secondo Giovanni 3, 16-218

    In quel tempo. Il Signore Gesù disse a Nicodèmo: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio.
    E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio».

La volontà di Dio
Cosa vuole Dio? Qual è il suo senso della vita? Cosa pensa?

Nella storia abbiamo vagato nel buio cercando di dare delle risposte a queste domande, raffigurandoci un Dio a volte scostante, iracondo, distratto, inspiegabile.

Gesù viene a dissipare queste tenebre, e ci svela la volontà intima di Dio.

Quante volte mi sono sentito dire: “Paolo, cosa ho fatto di male per meritarmi questo?”.

Quanti, tra voi. hanno avuto l’impressione, nella vita, che Dio fosse indifferente o, che addirittura vi “punisse” inviando sulla terra una qualche disgrazia!

Ma è davvero così?

Dio ci punisce se trasgrediamo ad una sua regola?

Dio è dunque un preside benevolo da non urtare? (Giusto e ineccepibile, per la carità, ma severissimo!)

Gesù, oggi, dice: “Dio ha tanto amato il mondo da mandare il suo Figlio…non per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi”. Gesù ci parla di un Padre che ama talmente l’umanità da mandare il suo Figlio a salvarci, ci svela un Dio che desidera profondamente mettere in opera tutto il possibile per farci passare dalle tenebre alla luce.

Amare fino alla morte

Non dubitarne, amico, Dio ti ama fino a morirne, Dio ti è vicino fino ad abbracciarti e desidera il tuo bene più di quanto tu stesso lo desideri…

Gesù è morto per svelarci questa verità, come dubitarne?

La nostra vita consiste, allora, nello scoprire la strada, nel percorrere la luce che Dio ci indica, nell’accogliere il destino di bene che Dio prepara per ciascuno di noi.

La croce non è un raccapricciante strumento di tortura che suscita devozione, ma la misura dell’amore di Dio; Gesù dice di essere disposto a morire pur di svelarci il vero volto di un Dio che spinge dalla mia parte, che desidera il mio bene.

Per scoprire questo sentiero di luce, ci dice il Maestro, dobbiamo fare la verità dentro noi stessi, cercarla, questa verità, e viverla con semplicità.

La libertà, immenso dono d’amore, rischia di divenire una trappola che ci allontana da noi stessi: travolti dalla vita, dalle cose da fare, dalle nostre paure, dai nostri dolori, volgiamo lo sguardo da un’altra parte e passiamo la vita, come mosche impazzite in una bottiglia, a sbattere il naso contro il vetro, senza concludere nulla.

Non è facile essere cristiani, né diventare uomini: il Signore ci incoraggia e ci sostiene in questo cammino ricordandoci che la salvezza è gratis, che non è da conquistare o da meritare ma da accogliere e da vivere con gioia.

Ma

Ma, qualcuno obbietterà, se sembra tutto così ovvio e semplice, perché tanto dolore, perché tanta sofferenza?

La Parola di Dio è disarmante, nella sua semplicità: se ignoriamo la luce, se pensiamo di sapere noi quale strada percorrere se, in una parola, ci sostituiamo elegantemente a Dio, la nostra felicità è a rischio…

Dio non ci punisce amici, vuole il bene ma, paradossalmente, anche Dio fa quel che può.

Siamo creati per amore, quindi liberi (nessuno può costringere una persona che ama a riamarlo!) e possiamo drammaticamente e altamente infischiarcene di Dio o costruire una sua grottesca immagine che non ci destabilizzi troppo e – così facendo – correre il rischio di perderci nelle tenebre.

Nel sottile e leggero gioco dell’amore ci è chiesto di spalancare il cuore con umiltà, di cercare la sua volontà salvifica nella nostra vita.

Venite alla luce
Cercatori di Dio, venite alla luce, vi prego.

Là dove siete, nelle cose che fate, lasciate trasparire che seguite la Parola, che amate, che vi lasciate amare, che credete, malgrado la fatica e il dolore. Se Dio vuole con tutte le sue forze colmare i nostri cuori, lasciamolo fare, costi quel che costi. Le tenebre si oppongono alla luce, come ci dice il Signore Gesù. che sulla propria pelle vivrà il dramma del rifiuto.

Sia davvero fatta la volontà di Dio, sia davvero glorificato il suo nome, possa davvero affermare la sua volontà di bene in tutti noi.

Paolo Curtaz