1. In quel tempo. Il Signore Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode.

    Venne a Nazareth, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto: «Lo Spirito del Signore è sopra di me; / per questo mi ha consacrato con l’unzione / e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, / a proclamare ai prigionieri la liberazione / e ai ciechi la vista; / a rimettere in libertà gli oppressi, / a proclamare l’anno di grazia del Signore».

    Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».

    Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca.

Buone notizie!

Oggi, nel famoso episodio della sinagoga di Nazareth, troviamo Gesù, giovane apprendista falegname, che si attribuisce il brano della Scrittura che descrive l’azione salvifica del Messia.

Il Signore ci invita ad imitarlo nel suo annuncio, a fare come lui, che ha consacrato la sua vita ad annunciare la lieta notizia del vero volto di Dio. Anche noi siamo chiamati ad annunciare il vangelo là dove viviamo, nella “cattolicissima” Italia, sapendo bene che non c’è niente di più difficile che parlare di Cristo ai cristiani (sanno già tutto!), a partire dall’interpretazione delle Scritture. La Parola di cui ci nutriamo giornalmente, meditata e sviscerata nei secoli dalla storia della Chiesa, ci aiuta a capire la profondità del mistero di Dio. Ahimè, conosco persone che usano il vangelo per confermare le proprie idee, senza preoccuparsi di adeguare le proprie opinioni (anche sante e devote) alla logica del vangelo. E delle Scritture Gesù sceglie, per iniziare il proprio ministero, parole di consolazione e di salvezza, un invito a gioire per l’intervento di Dio. Insomma, Gesù non inizia lamentandosi della poca partecipazione della gente a Messa, né pone problemi sul ruolo dei padrini e delle madrine, né redarguisce nessuno per la sua discutibile vita affettiva… Se imparassimo da Cristo a dare buone notizie invece che bastonate sulle dita!

La venuta di Gesù è una buona notizia, il volto di Dio che egli rivela è una novità che riempie il cuore di bene e di luce, che corregge e contraddice la visione piccina e antipatica di Dio che portiamo nel cuore. Abbiamo urgenza di buone notizie che contrastino le pagine di cronaca nera dei nostri quotidiani, abbiamo bisogno di qualcuno che ci parli di Dio nel modo giusto, che ci sveli – infine! – il suo volto radioso e sereno.

Se vi dicessi: ” Se fai il buono Dio ti ama e ti punisce se ti comporti male” che razza di buona notizia sarebbe? Se restassi inchiodato alla mia connaturale negativa visione di Dio, come potrei darvi una speranza? Luca ci dice che tutti restarono ammirati dalle parole di grazia che uscirono dalle labbra del figlio di Giuseppe. Molto più realisticamente, Gesù venne contestato e deriso per questa sua uscita. Non importa, anche se veniamo derisi facciamo in modo, oggi, di dire parole di grazia, di svelare il vero volto di Dio a quanti incontreremo sulla nostra strada, diventiamo portatori di buone notizie, una volta tanto, diciamo ai nostri colleghi, ai nostri amici, al nostro vicino: “Dio ti si è fatto vicino, stai lieto!”

Paolo Curtaz

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