Domenica dopo Natale, festa della famiglia

Sir 3,3-17; Sal 127; Col 3,12-21; Mt 2,13-23

Il sogno di Dio

Che poi già riuscire a superare indenni le feste di Natale merita un premio.

E con grande fatica, mettendo insieme i pezzi, come dicevamo, facendo come Maria, preparandoci con ostinazione e cocciutaggine per far argine al delirio compulsivo delle feste, siamo riusciti, spero, ve lo auguro, a fare spazio nel nostro cuore all’accoglienza del Signore che viene.

Poi ecco che, puntuale, arriva la domenica dopo il Natale in cui qualche genio di liturgista propone alla nostra mente, ormai già in fase iperattiva per organizzare l’ultimo giorno dell’anno, di celebrare la festa della Santa Famiglia.

Il momento peggiore dell’anno, direi.

Sia per i contenuti: difficile prendere quella famiglia a modello delle nostre famiglie concrete. 

Sia per il tempismo: alcuni fra noi sono reduci da quelle penitenze che a volte diventano i pranzi e le cene in cui ci si obbliga a radunarsi tentando di non far emerge antichi dissapori e alla sola parola “famiglia” hanno una reazione allergica.

Sia per la scelta delle letture: ad un primo ascolto lasciano perplesse, irritano, parlando di padri/padroni che comandano e di mariti che vanno obbediti…

Sia per il contesto sociale in cui stiamo vivendo in Italia: ormai una persona su tre vive da sola, non si fanno più figli, non ci si sposa più.

Ma dai, ma che storia è?

Solo che poi, se vogliamo, possiamo prendere tutto molto più sul serio.

E. […]

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