Domenica di Pentecoste

At 2,1-11/1Cor 12,3-7.12-13/ Gv 20,19-23

Vieni!

Non scherziamo, Signore, non ce la possiamo fare.

Fammi capire: sei venuto ad annunciare il vero volto di Dio e ti abbiamo creduto. Sei andato fino in fondo, morendo per amore, e sei risorto perché la morte non è mai, in alcun modo, l’ultima parola. sei stato con i tuoi, pavidi conigli fuggiti davanti al dramma, e loro – teneri – erano convinti di avere superato il grande spavento e già vagheggiavano di improbabili regni terreni.

E, sul più bello, sei tornato al Padre.

Dicendo: ecco, tocca a voi, fino alla mia venuta alla fine della Storia. Siate testimoni, pagina pubblicitaria del Regno, profezia di un mondo finalmente riconciliato, che parla una lingua condivisa, quella della pace, dell’amore, dell’umanità finalmente riconciliata…

È tempo di accogliere il cambiamento. Almeno quello interiore.

Tempo di lasciare spazio ad uno sguardo diverso, alternativo, innovativo.

Delle persone, della società, dell’essere Chiesa.

Ma, dico: stai scherzando? Ma li hai visti, i tuoi discepoli? Hai visto noi? Hai visto me?

Vero, giusto, assolutamente, non ce la possiamo fare.

Serve un aiuto. Divino. Serve lo Spirito.

È tempo di Pentecoste.

Finalmente. […]

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