
È la prima lettera scritta da Paolo ad una sua comunità. Anzi: è il primo scritto del Nuovo Testamento, antecedente ai Vangeli. Una fotografia in presa diretta di quella che era la nascita di una comunità.
Un giorno dell’anno 51, i cristiani di Tessalonica, riuniti per la liturgia, stavano per ascoltare per la prima volta la lettura di una lettera di Paolo, che scriveva loro da Corinto.
Alcuni mesi prima, Paolo aveva lasciato Tessalonica sotto la pressione dell’agitazione causata dalla sua predicazione in ambiente giudaico (At 17,5-10) e doveva avere la sensazione che la sua opera in questa città fosse rimasta incompiuta. Dopo le rapide soste a Berea e Atene, si era stabilito a Corinto, presso Priscilla e Aquila. Una lettera è nient’altro che un rinnovato contatto con il destinatario, il seguito di una conversazione.
Quando Paolo scrive, egli desidera prolungare la sua predicazione presso i fedeli che ha conquistato a Cristo. Così una lettera apostolica é un documento ufficiale inviato da uno o più apostoli a tutta una comunità ecclesiale stabilita in una città. Paolo, con i suoi compagni di apostolato, scrive ai cristiani delle città dove egli ha fondato delle Chiese.
È un corso di Sacra Scrittura.
Dati in aggiornamento

In diretta con Paolo Curtaz
Lunedì 24 Marzo 2025
ore 21:00
Parliamo di martiri, uccisi in odio alla fede: un prete palermitano, Pino Puglisi, ucciso dalla mafia non per le sue prese di posizione contro l’organizzazione ma per avere concepito il suo ministero anche come promozione umana e sociale e suor Laura Minetti, uccisa da un gruppo di ragazzine annoiate che volevano sperimentare l’ebbrezza dell’omicidio.
Quando parliamo di martiri e di martirio pensiamo sempre a cristiani mandati a morte nel Colosseo, sbranati dalle fiere o crocefissi e dati alle fiamme. E così è stato. Ma, inaspettatamente, il secolo che ha visto morire più cristiani è quello che stiamo vivendo. In questo momento, nel mondo, un cristiano su sette subiscono persecuzione a causa della propria fede. Oppure pensiamo ai cristiani nigeriani, perseguitati dai fondamentalisti islamici… Il martirio invece, è presente ovunque, anche dove non te lo aspetti.
Così, oggi, approfondiamo le figure di due santi contemporanei: un prete palermitano, Pino Puglisi, ucciso dalla mafia non per le sue prese di posizione contro l’organizzazione ma per avere concepito il suo ministero anche come promozione umana e sociale e suor Laura Minetti, uccisa da un gruppo di ragazzine annoiate che volevano sperimentare l’ebbrezza dell’omicidio. Due figure semplici eppure straordinarie che ci fanno riflettere di cosa significhi rendere testimonianza della fede in Cristo anche nel quotidiano.
È un tema di Santi.