Terza domenica di Pasqua, anno di Matteo

At 2,14.22-33/ 1Pt 1,17-21/Lc 24,13-35

De coccio

Scappano in fretta da Gerusalemme, verso Emmaus. Cercano di rifugiarsi in una bolla che li protegga dal caos assoluto, dalla paura che bussa alla porta del nostro cuore appena leggiamo le notizie internazionali.

Scappano per trovare un qualche luogo (persona, idea, moda) che li distragga.

Ma chi studia la Scrittura dice di più: Emmaus non è un posto qualunque nella storia di Israele. A Emmaus lo sparuto gruppo di ribelli capeggiato da Giuda Maccabeo era riuscito a sconfiggere il potente esercito del re Antioco IV Epifane (1Mac 4,24-25) e quella vittoria inattesa aveva acceso gli animi.

Lasciano il messianismo crocefisso del Nazareno per tornare alla visione nostalgica di un messianismo trionfante e muscoloso.

Il loro cuore è triste, deluso, amareggiato. Come accade anche a noi, anche a me.

Ma proprio in questi momenti arriva lui.

Sa bene cosa stiamo vivendo. Porta incisi nella carne i segni del dolore

Cammina con noi. […]

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