33a domenica del tempo ordinario
Pr 31, 10-13.19-20.30-31/1Ts 5,1-6/Mt 25,14-30

Non apparteniamo alla notte

Noi non apparteniamo alla notte, né alla tenebre.

Perciò vegliamo e restiamo sobri. Perciò non ci lasciamo travolgere dalla generale ubriacatura di paura e di violenza cui stiamo assistendo. Perciò non ci lasciamo scoraggiare dalla situazione che si trascina e di cui non si vede una fine.

Noi non apparteniamo alla notte, né alla tenebre.

Perché siamo stati tratti alla luce dall’infinita tenerezza di Dio. 

Perché le nostre tenebre sono state illuminate dallo sguardo di Cristo che ci ha raggiunto. O che ancora attendiamo, dopo averne sentito parlare.

Perché siamo rinati. O stiamo rinascendo. O desideriamo rinascere.

Noi non apparteniamo alla notte, né alla tenebre, come ci ha ricordato l’apostolo Paolo.

Come ricorda Matteo alla sua comunità divorata dall’inquietudine, dopo avere assistito, impotente, alla totale distruzione del tempio e alla catastrofica rovina di Gerusalemme. 

E questa Parola, come un mantra, vogliamo ripeterla giorno dopo giorno, passo dopo passo, senza morire di paura davanti agli eventi ma, come ci suggerisce il Maestro, alzando lo sguardo.

In attesa del ritorno di colui che ci ha consegnato un tesoro infinto da custodire a da far fruttificare. […]

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