Hanno arrestato il Battista, tira una brutta aria per profeti e affini.
Gesù dovrebbe prudentemente scappare, tornare nel suo buco di paese, a Nazareth.
Meglio non farsi vedere in giro, meglio non essere associato a certe compagnie.
Così faremmo noi. Così farei io.
Non così opera il Figlio dell’uomo che è venuto a gettare il fuoco sulla terra.
Che brucia di desiderio. Che arde.
Non fugge, inizia la sua missione.
Partendo dagli ultimi. Da quelle due parti di Israele, Zabulon e Neftali, fra le prime a soccombere alla protervia delle nazioni, ad opere degli Assiri, sei secoli prima.
Una terra meticcia, straniera, contaminata, perduta. Vero.
Ma non è venuto esattamente per salvare chi è perduto, il Signore?
E, oso, per chi nemmeno sa più di esserlo?
Abita le tenebre, la luce. Viene a rischiararla.
Pagina che mi scuote, che mi spinge. In questo nostro tempo in cui corriamo il rischio di scoraggiarci, di chiuderci dentro le nostre sacrestie, in cui ci sentiamo ignorati, sviliti. Un tempo in cui la polarizzazione sta infettando anche la Chiesa e stiamo ragionando con la logica del mondo.
Gesù, davanti a questa deriva, ad ogni deriva che spegne la fede, propone un’alternativa: svegliati, reagisci, esci, riparti, osa.
Seguiamo il Maestro, andiamo ad abitare là dove non c’è nemmeno più speranza.
Torniamo ad essere illuminati, per portare luce.
Ad essere testimoni, manifestatori, illuminati che indicano la sorgente di ogni luce divina. […]
Commento al Vangelo del 25 Gennaio 2026
Terza domenica durante l’anno, anno di Matteo
Is 8, 23-9,3/1Cor 1,10-13/ Mt 4,12-23
Venite!
Hanno arrestato il Battista, tira una brutta aria per profeti e affini.
Gesù dovrebbe prudentemente scappare, tornare nel suo buco di paese, a Nazareth.
Meglio non farsi vedere in giro, meglio non essere associato a certe compagnie.
Così faremmo noi. Così farei io.
Non così opera il Figlio dell’uomo che è venuto a gettare il fuoco sulla terra.
Che brucia di desiderio. Che arde.
Non fugge, inizia la sua missione.
Partendo dagli ultimi. Da quelle due parti di Israele, Zabulon e Neftali, fra le prime a soccombere alla protervia delle nazioni, ad opere degli Assiri, sei secoli prima.
Una terra meticcia, straniera, contaminata, perduta. Vero.
Ma non è venuto esattamente per salvare chi è perduto, il Signore?
E, oso, per chi nemmeno sa più di esserlo?
Abita le tenebre, la luce. Viene a rischiararla.
Pagina che mi scuote, che mi spinge. In questo nostro tempo in cui corriamo il rischio di scoraggiarci, di chiuderci dentro le nostre sacrestie, in cui ci sentiamo ignorati, sviliti. Un tempo in cui la polarizzazione sta infettando anche la Chiesa e stiamo ragionando con la logica del mondo.
Gesù, davanti a questa deriva, ad ogni deriva che spegne la fede, propone un’alternativa: svegliati, reagisci, esci, riparti, osa.
Seguiamo il Maestro, andiamo ad abitare là dove non c’è nemmeno più speranza.
Torniamo ad essere illuminati, per portare luce.
Ad essere testimoni, manifestatori, illuminati che indicano la sorgente di ogni luce divina. […]
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