Quarta domenica durante l’anno

Dt 18,15-20; 1Cor 7,32-35; Mc 1,21-28

Parole autorevoli

Troppe parole intasano le nostre giornate. 

E troppe immagini, opinioni, suggerimenti, stimoli. In tasca teniamo un produttore perpetuo di notizie, aforismi, screzi, predicozzi. 

Manca un centro unificante, manca una Parola che sia autorevole, feconda, consolante e infuocante.

Gesù parla con autorevolezza, la folla è stordita dal suo insegnamento così semplice e diretto.

Accorgiti che Dio ti si è avvicinato! Questo è il messaggio che ha iniziato a diffondere ai confini della terra di Israele, facendo ripartire l’annuncio della Parola che l’arresto del Battista aveva temporaneamente interrotto.

Marco annota lo stupore della folla, ammirata dall’insegnamento autorevole di Gesù, contrariamente a quanto accadeva con i predicatori di professione. 

La folla era abituata alle dissertazioni teoriche dei dottori della legge e degli scribi, che predicavano più per dimostrare la propria capacità dialettica e per far sfoggio di cultura che per illuminare il significato recondito della Tora.

Discorsi e spiegazioni che, regolarmente, passavano ad una spanna sopra la testa degli uditori (fortunatamente oggi non è più così!…). La parola del falegname di Nazareth, invece, lascia interdetti: raggiunge il cuore, spalanca nuovi orizzonti, alleggerisce la vita. Ti viene voglia di ridere e piangere mentre lo ascolti, mentre racconta di un Dio che conosce i passeri e veglia su di essi.

Gesù è riconosciuto autorevole perché parla per esperienza: il suo fecondo rapporto con Dio gli permette di indicare una strada di autenticità che colpisce profondamente, ieri come oggi, chi ha il coraggio di ascoltarlo veramente.  […]

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