Per questo abbiamo seguito il Nazareno nel deserto, e sul Tabor. Per questo ci siamo identificati nella sete della samaritana, nella cecità del mendicante di Siloe, nell’angoscia profonda delle sorelle Marta e Maria per la morte di Lazzaro.
Per questo. Per essere qui, un po’ defilati, un po’ affannati. Come siamo sempre nella nostra caotica vita. Coma mi accade sempre alla fine di una ennesima Quaresima.
Affanno cui ha cercato di porre un argine questo tempo di verità e di essenzialità .
Ci mischiamo fra la folla, lo vediamo scendere da Betfage, in mezzo agli ulivi, attraversa il torrente Cedron. Cavalca un piccolo ciuchino, seguito e preceduto dai bambini che ridono e corrono come dei matti. Qualche adulto prende dei rami d’ulivo e li agita davanti a lui.
Ha bisogno di quell’asina e del suo puledro, il Maestro, ha bisogno di me, che mi sento proprio un asino. E mi scioglie da tutti i lacci che mi impediscono di essere libero e felice. Vuole avere bisogno di me. Asino come sono, posso portare Cristo fra la gente.
Osanna! Grida qualcuno.
Osanna! Rispondo altri. Sorridono i discepoli. Sorride, il Maestro.
Sorride, Gesù. E noi con lui, passeggiando accanto alla strada.
Osanna mite Messia. Osanna re che non ti prendi troppo seriamente.
Guerriero da burla, condottiero da barzelletta.
Osanna Dio che accetti di entrare nelle nostre vite. Osanna Dio che stai per morire.
E mi commuovo a ripeterlo, mi immagino lì, in mezzo a quella povera gente che fa festa con niente, che si stupisce di questo Dio impolverato e felice. […]
Commento al Vangelo del 29 Marzo 2026
Domenica delle Palme
Lo spettacolo
Per questo siamo arrivati sin qui.
Per questo abbiamo seguito il Nazareno nel deserto, e sul Tabor. Per questo ci siamo identificati nella sete della samaritana, nella cecità del mendicante di Siloe, nell’angoscia profonda delle sorelle Marta e Maria per la morte di Lazzaro.
Per questo. Per essere qui, un po’ defilati, un po’ affannati. Come siamo sempre nella nostra caotica vita. Coma mi accade sempre alla fine di una ennesima Quaresima.
Affanno cui ha cercato di porre un argine questo tempo di verità e di essenzialità .
Ci mischiamo fra la folla, lo vediamo scendere da Betfage, in mezzo agli ulivi, attraversa il torrente Cedron. Cavalca un piccolo ciuchino, seguito e preceduto dai bambini che ridono e corrono come dei matti. Qualche adulto prende dei rami d’ulivo e li agita davanti a lui.
Ha bisogno di quell’asina e del suo puledro, il Maestro, ha bisogno di me, che mi sento proprio un asino. E mi scioglie da tutti i lacci che mi impediscono di essere libero e felice. Vuole avere bisogno di me. Asino come sono, posso portare Cristo fra la gente.
Osanna! Grida qualcuno.
Osanna! Rispondo altri. Sorridono i discepoli. Sorride, il Maestro.
Non ci sono i sommi sacerdoti, né i farisei. Nessuno scriba, né dottore della Legge.
Nessun sapiente. Nessun dotto.
Sorride, Gesù. E noi con lui, passeggiando accanto alla strada.
Osanna mite Messia. Osanna re che non ti prendi troppo seriamente.
Guerriero da burla, condottiero da barzelletta.
Osanna Dio che accetti di entrare nelle nostre vite. Osanna Dio che stai per morire.
E mi commuovo a ripeterlo, mi immagino lì, in mezzo a quella povera gente che fa festa con niente, che si stupisce di questo Dio impolverato e felice. […]
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