Quinta domenica di Pasqua

At 6,1-7/ 1Pt 2,4-9/ Gv 14,1-12

Keep calm

“Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me”.

Ci proviamo, Signore, con tutte le forze, con la nostra poca fede. Ci proviamo ma fatichiamo.

È un tempo difficile, certo, in cui predomina la violenza, l’aggressività, in cui i capi delle nazioni sono impazziti, tutti. Allora è bene che il mite Leone ruggisca: Basta con l’idolatria di sé stessi e del denaro! Basta con l’esibizione della forza! Basta con la guerra! La vera forza si manifesta nel servire la vita. 

Si, ci credo. Credo nella beatitudine di coloro che sono costruttori di pace, un metro quadrato alla volta. Credo nel dialogo. Credo che l’uomo non sia un animale feroce ma che sia stato redento. 

Ma la paura rimane, Signore, scusa.

Sono un piccolo discepolo idiota spaventato.

Queste sono le parole che sgorgano dal cuore di ogni credente in questi giorni.

Lamentele che diventano preghiera, nel desiderio sincero e cristallino di andare oltre.

Ma tu insisti: credete in me, io sono nel Padre.

E ci accorgiamo che queste parole il Maestro le ha dette poche ore prima di essere arrestato.

Quando Gesù aveva tutto il diritto di essere turbato. E di avere paura. Invece no.

Entriamo nel mistero. Le nostre parole di sabbia si spengono.

Ci mettiamo in ascolto. […]

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