Pietro e Tommaso hanno faticato per credere al Risorto.
Anche noi, come loro, attraversiamo il prato che è la nostra vita incontrando ostacoli e dovendo continuamente affidarci al Signore, per scoprire se – sul serio – siamo credenti.
La vita è un tempo che ci è dato per imparare ad amare.
Scoprirsi amati da Dio è scoprire in lui la sorgente dell’amore è l’esperienza più bella che possiamo fare.
Ma la vita è faticosa, lo sapete.
Paolo e Barnaba sperimentano la contraddizione che abita il cuore dell’uomo: da una parte vengono rifiutati dai propri fratelli nella fede, dall’altra i pagani, gli esclusi, gioiscono perché scoprono di essere i destinatari dell’annuncio.
La fede arriva a noi attraverso mille difficoltà e mille dolori.
Diventare adulti nella fede significa scoprire ciò che Gesù dice: nulla mai ci potrà allontanare dalla mano di Dio. Gesù ci tiene per mano, con forza.

Uditori
La fonte della fede, l’origine della fede è l’ascolto.
Ascolto della nostra sete profonda di bene e di luce. Ascolto della Parola che Gesù ci rivolge svelando il Padre. Questo ascolto ci permette di ascoltare la nostra vita in maniera diversa, di mettere il Vangelo a fondamento delle nostre scelte.
Ci conosce, il Maestro.
Conosce il nostro limite, la nostra fatica, ma anche la nostra costanza e la gioia che abbiamo nell’amarlo. E Gesù, oggi, ci esorta: niente ti strapperà dal mio abbraccio.
Non il dolore, non la malattia, non la morte, non l’odio, non la fragilità, non il peccato, non l’indifferenza, non la contraddizione di esistere. Nulla.
Nulla ci può rapire, strappare, togliere da Lui.
Siamo di Cristo, ci ha pagati a caro prezzo.
Siamo di Cristo.

Destini
Al discepolo non è risparmiata la sofferenza, la vita non è semplificata.
La vita è semplicemente illuminata, trasfigurata, diversa.
Altro è sbattersi tutta la vita chiedendosi qual è la misteriosa ragione del nostro passaggio in questa valle di lacrime. Altro scoprire che siamo inseriti nell’immenso progetto d’amore che Dio ha sull’umanità. E di cui possiamo far parte.
Qual è il tuo destino? Hai scoperto qual è il tesoro nascosto nel tuo campo? Hai capito per quale ragione sei stato tratto all’esistenza? Spero di sì, e che questo sogno sia lo stesso che Dio ha su di te.
Allora potrai essere davvero in cammino, in strada. Non importa se diventerai un premio Nobel o il sommo manager o chissà che. Scoprendoti nel cuore di Dio, nel suo pensiero, nella sua mano, smetterai di restare ripiegato sulle tue piccole paure, finirai con il dimenticare le tue fragili frustrazioni per amare, infine.

Pastori nel pastore
In questa domenica nella Chiesa si prega, in particolare, per quella esaltante e destabilizzante vocazione che è l’annuncio del Vangelo, di quei fratelli, cioè, che dedicano la loro vita a costruire comunità.
Poveri preti, categoria in via di estinzione! È così difficile parlare del “prete” (sarà che “il” prete non esiste ma che esiste “questo” prete?): idealizzato da una teologia che lo staccato dalla gente comune, oppure inchiodato alle sue incoerenze più o meno palesi, o ancora catalogato e confrontato, aggiornato e contestato, il prete si trova, oggi come oggi, a chiedersi spesse volte chi è e cosa deve fare. A sentire i consigli intorno bisognerebbe avere mille occhi, mille vite, e, ahimè, una improbabilissima vita eroica.
Vale la pena ricordare che il prete è solo un fratello che dedica la sua vita ad annunciare il Regno a tempo pieno, cercando di vivere le cose che dice.
Il Signore chiama, ha bisogno di uomini e donne che si dedichino in maniera particolare, "full-time", all’annuncio del Vangelo radunando le comunità attorno alla mensa della Parola e dell’ Eucarestia e donando a piene mani il perdono e la tenerezza di Dio. Quanto cammino ancora dobbiamo fare, come preti e come comunità, per arrivare a questo traguardo!
"Vogliate bene ai vostri sacerdoti" raccomandava un giorno un Vescovo.
Certo: prima di criticarli, pregate per loro, prima di confrontarli, cercate il bene assieme, prima di isolarli, pensate che, come tutti gli uomini, hanno bisogno di un sorriso e di un amico.
Gesù cerca matti disposti a seguirlo: lavoro assicurato, tanta fatica e la gioia, inaudita, di vedere Dio che passa e stravolge i cuori. Anche quelli di noi fragili preti.

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