Quarta domenica di avvento, anno di Matteo

Is 62,1-5; At 13,16-17.22-25; Mt 1,1-25

Amati dal Signore

Paolo, scrivendo ai romani, li chiama amati dal Signore, agapetoi.

Per questo stiamo facendo il cammino di avvento: per riscoprirci amati per scegliere di amare.

Come ha indicato il Battista, come ha saputo fare Maria, come ha scoperto il giusto di Israele.

Sono due le annunciazioni presenti nei Vangeli: una a Maria e l’altra a Giuseppe.

Dio parla ad una coppia, non ad un singolo.

Ma lo fa rispettando le diverse sensibilità, al maschile e al femminile. Perché l’esperienza di fede sempre parte dalla concretezza delle nostre esperienze e dei nostri percorsi.

L’angelo è lo stesso, ma il modo, il linguaggio e le modalità che usa sono diverse.

Dio sempre ci viene incontro.

E rispetta la nostra straordinaria singolarità.

Parla col linguaggio che sappiamo intendere.

Si fa breccia fra i nostri pensieri, i nostri affanni, le nostre paure.

Come quando non chiudiamo occhio perché è successo qualcosa che ci ha destabilizzato.

E tutta la nostra vita viene ribaltata da un evento imprevisto. O come quando di colpo ci troviamo davanti ad evidenze che smascherano una persona di cui ci siamo fidati, che abbiamo amata.

Non ditelo a Giuseppe. […]

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