1. Lettura del Vangelo secondo Giovanni 15, 24-27

    In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Se non avessi compiuto in mezzo a loro opere che nessun altro ha mai compiuto, non avrebbero alcun peccato; ora invece hanno visto e hanno odiato me e il Padre mio. Ma questo, perché si compisse la parola che sta scritta nella loro Legge: “Mi hanno odiato senza ragione”.

    Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio».

Sono due a dare testimonianza: lo Spirito e i discepoli della prima ora.

Lo Spirito, il Paraclito, cioè il difensore, colui che protegge dagli assalti del mondo, il primo dono ai credenti da parte del risorto. È lui, lo Spirito, che spalanca il nostro sguardo interiore quando ci mettiamo a cercare la fede, quando spieghiamo le nostre vele per raccogliere il soffio di Dio, è lui che ci porta alla verità, che ci fa “avvertire” la presenza di Dio, spalancare il cuore. Lo Spirito dona testimonianza al Figlio e al Padre, è lui che si muove per spingerci ad accogliere la Parola del Signore con determinazione. Ma il cristianesimo non è personale esperienza mistica, slegata dalla storia! La testimonianza dello Spirito illumina quella dei discepoli che ci consegnano Gesù. Se ci siamo avvicinati al Maestro è perché qualcuno ce ne ha parlato in maniera credibile e convincente. Da sempre l’evangelizzazione è possibile grazie a questi due elementi essenziali l’uno all’altro: lo Spirito che accompagna e illumina la predicazione degli apostoli.

Il Consolatore che il Padre ci manda, primo dono del Risorto ai credenti, ci aiuta a rendergli testimonianza anche di fronte alle persecuzioni. Dimentichiamo che la vita cristiana, vissuta senza fanatismo ma in coerenza e in opposizione alla logica mondana, può portare alla testimonianza del martirio. Un calcolo approssimativo ci dice che dal tempo di Gesù all’anno 2000, quaranta milioni di cristiani sono stati uccisi, ma di questi venticinque milioni nel solo ventesimo secolo. Tragico destino, quello dell’umanità, che sostituisce Dio con le ideologie, che pensa di servire l’uomo e uccide il buon senso, che crede di liberarsi dall’oppressione della religione e si incatena al delirio di onnipotenza della modernità. Non scoraggiamoci, fratelli, per le piccole persecuzioni che dobbiamo affrontare a causa delle nostre convinzioni, pensiamo – invece – ai fratelli e alle sorelle che oggi, da qualche parte del mondo, verranno perseguitati e uccisi. Per loro, oggi, preghiamo, per loro affrontiamo la giornata lavorativa, per questi fratelli costruiamo, oggi, una giornata di luce e di tolleranza. Anche quando vediamo le tenebre aggredire i figli della luce, non ci scoraggiamo, perché poniamo ogni nostra speranza nel Signore che ha vinto la tenebra per farci diventare figli di un mondo nuovo, sentinelle del mattino. Scrutiamo le tenebre, la notte è avanzata, il giorno è vicino…

Paolo Curtaz

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