Il Commento della settimana

Come forse saprete dedico parte della mia vita ad accettare gli inviti che mi provengono da parrocchie, diocesi, librerie, per girare l’Italia e spezzare il pane della Parola, attraverso momenti di riflessione, di meditazione, di conferenza.
Ed è, per, vitale dedicare un paio di mesi durante l’anno a incontrare, conoscere, scoprire realtà che, altrimenti, dall’alto del mio rifugio alpino, non potrei conoscere.

Per cinque volte in una frase Gesù parla di gloria e glorificazione e di come lui, grazie al Padre, sta per essere glorificato.
La gloria: essere riconosciuto, applaudito, famoso, amato, celebrato.
È una parola che non usiamo più ma che, in realtà, portiamo ben radicata nel cuore.
Vivere una vita felice, fare un lavoro gratificante, avere attorno a noi persone positive che ci stimano…

Come ogni quarta domenica del tempo Pasquale leggiamo il decimo capitolo del vangelo di Giovanni, dedicato alla figura del buon Pastore.
Figura usuale e conosciuta in un paese come la Palestina, dove era abituale vedere numerosi greggi al pascolo; figura spesso usata nella Bibbia per indicare il rapporto fra Dio, il pastore, e il popolo di Israele, il gregge.
Una domenica che abitualmente viene anche dedicata alla preghiera per i “pastori” della Chiesa, tradizionalmente identificati con il sacerdoti e i vescovi. […]